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CAPOVERDE NON PAGA SI ASPETTA LO SFASCIO PER CAVALCARE LA TIGRE? Storia di un dissesto annunciato (e ignorato) Desidero ringraziare i MEDIA INDIPENDENTI che stanno permettendo la diffusione e la conoscenza delle notizie riguardo alla situazione di degrado urbanistico, e (ovviamente) sociale, riscontrata a Sal di Capoverde, da me illustrata in vari interventi e sino adesso sistematicamente ignorata dagli “ORGANI cosiddetti UFFICIALI” di informazione, dai politici e negletta persino (inspiegabilmente?) dai ruspanti ecologisti nostrani. Si aspetta, anche se obbiettivamente può risultare più comodo, lo sfascio per cavalcare la tigre? Avrei preferito scrivere per ringraziare questi signori (sia chiaro, non faccio di tutta l’erba un fascio) di un parere, un giudizio, una riga, due parole del tipo "no grazie, dici solo fandonie..." E invece, silenzio. Avevo ritenuto che la prevenzione di un possibile dissesto ambientale - vero o presunto che fosse, anche se talmente distante- avrebbe potuto/dovuto stimolare la curiosità dei nostri solerti censori pronti magari a verificare se nel nostro Paese il bidone dell’immondizia sia sistemato a distanza regolamentare (non dico che questo non si debba fare... ma fare solo questo!) E' vero che tutto avviene in un altro continente, per giunta nel terzo mondo, dove una "semplice" speculazione urbanistica non è poi una iattura sì eclatante come la fame, le epidemie, la siccità, le guerre e calamità di ogni genere! E' vero ancora che un politico di casa nostra (ma la riflessione, a maggior ragione, vale per ciascuno di noi) cosa può fare? di quali mezzi dispone per incidere su un problema così fisicamente ed emotivamente remoto. Mi rendo conto che gli assillii della nostra comunità, piccoli o grandi che siano, ma così epidermici, oscurano l'orizzonte! E’ vero, inoltre, che assumere una posizione contro la speculazione edilizia di Capo Verde, potrebbe adontare le tante imprese italiane che stanno alacramente facendo man bassa del territorio, o coloro che hanno già progettato l’apertura di supermarket, boutique, casinò e quant’altro e resterebbero frustrati dall’insuccesso, o magari qualche anziano miliardario che col sudore della fronte (degli altri) sta erigendo la (propria) “villettina” sul mare per trascorrere al sole dell’arcipelago il meritato riposo. Tuttavia, qualche volta, un pizzico di idealismo servirebbe forse a dischiudere prospettive meno pragmatiche e dare un pò di fiducia, speranza, a chi postula. Come si dice, in gergo popolare, "non si vive di solo pane!" E d’altronde, contrariamente al sentire comune, ho sempre voluto considerare i politici come "normali" portatori di interessi, passioni, pregi e difetti, alla stregua di ogni altro essere, e non in una dimensione asettica, neutra, macchiavellica. Sì, mi sorprende il mutismo di quanti, politici e non, sono sempre così presenti e solerti a testimoniare, con le lacrime agli occhi e l’immancabile “l’avevo detto”, l’affranto della collettività difronte alle “impreviste” catastrofi, e a proporre palliativi “pubblicitari” per salvare l’insalvabile. Prevengo la possibile obiezione: ma se le autorità del posto permettono tutto questo, perché dovremmo impedirlo noi? Rispondo che non dobbiamo costringere alcuno a conformarsi ai nostri auspici, ma almeno segnalare che stai per mettere il piede in fallo, mi sembra ragionevole e “vantaggioso” anche per noi, quali abitanti del pianeta. Dire, forti della nostra esperienza (negativa) di abusivismi, ad un governo giovane, che cementificare i litorali deturpando il paesaggio naturale, non è un buon investimento, né risulta redditizio specie quando questa impresa provoca all’interno una frattura incolmabile tra il benessere degli stranieri e l’ indigenza degli abitanti, mi sembra il minimo che si possa proporre. Non a caso, proprio nell'isola di Sal, dove avvengono i fatti in questione, la formazione di governo ha appena registrato una clamorosa battuta d'arresto che dovrebbe indurre a meditare non solo i politici del posto, ma quanti si rifiutano di guardare fuori dal proprio orticello! A.d.C. |