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  Comunicare in versi, il Poetry Day

di Rosaria Di Prata/ 21/03/2006
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  Nel primo giorno di primavera, si celebra come ogni anno la Giornata Mondiale della Poesia, iniziativa promossa dall’Unesco, che si svolge in tutti gli stati membri dal 1999, per promuovere e divulgare l’espressione poetica.  

 

La poesia fa parte della natura umana. Tutte le civiltà, le epoche e le etnie hanno conosciuto l’espressione poetica del linguaggio umano. Una poesia può superare gli ostacoli dello spazio e del tempo nonché i confini degli stati. È importante che la poesia, che sia orale o scritta, letta in privato o in pubblico, scritta in un libro o in un quaderno, continui a sopravvivere alla globalizzazione, in quanto in grado di definire le diversità culturali. La poesia è una forma d’arte, caratterizzata talvolta da linguaggio altamente elaborato ed espressivo, perfettamente fuso con il contenuto, allo stesso tempo però può essere considerata un mezzo di conoscenza perché ci fa guardare il mondo e noi stessi con occhi nuovi, consentendoci di interpretare la vita in modo più consapevole.



Nel 1999, la Conferenza Generale dell’Unesco, in occasione della sua XXX Sessione, svoltasi a Parigi, ha proclamato il 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia, nell’intenzione di offrire l’occasione di svolgere attività e manifestazioni finalizzate alla divulgazione e alla promozione della poesia nel mondo. In particolare, nel documento di proclamazione della Giornata Mondiale della Poesia, viene indicato l’intento di promuovere: gli sforzi delle piccole case editrici che combattono per entrare nel mercato librario pubblicando instancabilmente le raccolte di giovani poeti; il ritorno alla tradizione orale, ossia alla performance dal vivo, dato che i recital di poesia attirano un pubblico sempre più numeroso; il recupero di un dialogo tra la poesia e le altre arti (quali il teatro, la danza, la musica, la pittura ecc.) imperniato su contenuti fondamentali come la cultura della pace, la non-violenza, la tolleranza ecc.; l’interdipendenza, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, di tutte le arti e della filosofia, anch’essa affine alla poesia, in modo da infondere nuova vita alle parole di Delacroix, che scrisse sul suo diario: "Non c’è arte senza la poesia"; l’immagine della poesia nei media, per fare in modo che la poesia non venga più considerata una forma d’arte sorpassata, bensì una maniera di esprimersi capace di permettere alla società nel suo insieme di recuperare ed affermare la sua identità.



La Giornata Mondiale della Poesia, indetta con l’intenzione di offrire l’occasione di svolgere attività e manifestazioni finalizzate alla divulgazione e alla promozione della poesia nel mondo, vede ogni anno tante iniziative in Italia e all’estero. Quest’anno, Voci del Deserto, sarà la manifestazione centrale organizzata dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne, Palazzo del Buon Pastore in via della Lungara, 19 con inizio alle ore 20.30 ed avrà come filo conduttore il Deserto, tematica a cui le Nazioni Unite hanno consacrato l’anno in corso. Sono comunque decine gli appuntamenti in tutta Italia per celebrare il Poetry Day.

La manifestazione Voci del Deserto consisterà in una kermesse poetica dedicata a vari Paesi desertici, quali Senegal, Mali, Capoverde, Tunisia, Algeria, Marocco e Afghanistan. Musiche tradizionali etniche faranno da sottofondo alla recitazione da parte degli attori. La lettura dei testi poetici verrà accompagnata dalla video-proiezione di immagini del deserto tratte da collezioni fotografiche di artisti di fama nazionale ed internazionale. Viene allestita una mostra fotografica ove vengono esposte le opere di Rosetta Messori, Sinisca e Biancamaria Spironello che affrontano il tema del deserto nelle sue molteplici valenze simboliche.

La manifestazione vedrà l’intervento del presidente e segretario generale Comitato nazionale italiano per l’Unesco, il prof. Giovanni Puglisi e l'ambasciatore Luca Daniele Biolato; della dott.ssa Federica Meneghetti, rappresentante della UNCDD. Inoltre l’evento vedrà la partecipazione, tra gli altri, della prof.ssa Francesca Corrao, del prof. Vermondo Brugnatelli, della prof.ssa Anna Vanzan, della prof.ssa Giovanna Rocca e della prof.ssa Mariagrazia Russo.

L'evento si propone come occasione di sensibilizzazione alla problematiche della lotta alla desertificazione e altresì come momento di valorizzazione della diversità culturale, al fine di rafforzare il dialogo interculturale attraverso la promozione della Poesia e la cultura dei Paesi desertici coinvolti nella manifestazione. Questo giorno è stato istituito con lo scopo di rivalutare l’importanza di questo genere letterario ricordando sempre che: non è nell’arte di chi la scrive che rende immensa una poesia ... ma nella mente di chi la legge.



Poesia
di G. Ungaretti

È il mondo,
l’umanità,
la propria vita
fioriti nella parola;
è la meraviglia
di un delirante fermento.



Programma di Voci del Deserto, manifestazione organizzata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, presso la Casa Internazionale delle Donne, Palazzo del Buon Pastore in via della Lungara, 19 a Roma, con inizio alle ore 20.30

Introducono
Giovanni Puglisi, Luca Daniele Biolato e Federica Meneghetti

Videoproiezioni
di Micheal Martin e Rosetta Messori

Poesia italiana

Testi a cura di Annalisa Saccà

Poesia africana
Testi senegalesi e maliani a cura di Giovanna Rocca
Musiche a cura di Djaly Madia
Testi capoverdiani a cura di Mariagrazia Russo
Musiche a cure di Adao Ramos e Ondina Santos

Poesia araba

Testi a cura di Francesca Corrao
Musiche a cura di Jamal Mokhtar

Poesia berbera

Testi a cura di Vermondo BrugnatelliMusiche a cura di Jamal Mokhtar

Poesia asiatica

Testi a cura di Anna Vanzan
Musiche a cura di Jamal Mokhtar

 

 
 


 


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Chi si innamora, in precedenza ha provato ad aprirsi tante volte, ma o non era pronto lui o ha incontrato una risposta negativa. Però, anche quando la risposta è affermativa, per un certo tempo non può essere sicuro di essere veramente riamato. L’innamoramento è, nella sua essenza, rischio. È, sempre, un altissimo canto solitario, l’invocazione a qualcuno perché si unisca a te. E, mentre ti riempie di desiderio traboccante, ti fa sentire infinitamente fragile. Ti offre istanti di felicità e di eternità, ne provoca il desiderio struggente, ma non ti dà subito certezze. Perciò, quando l’altro ti risponde "anch’io ti amo", ti sembra qualcosa di assolutamente incredibile, un dono meraviglioso che non avresti mai pensato di poter ricevere. C’è solo un’espressione religiosa per indicarlo: grazia (Francesco Alberoni).
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