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IL DIBATTITO
"Questo sito si propone di approfondire e portare a
conoscenza dell'opinione pubblica la reale
condizione di quelle comunità,nazionali e
internazionali,note,solo o soprattutto,per gli
aspetti esteriori,folkloristici, di interesse
principalmente turistico."
Un giovane mi ha scritto: "purtroppo il problema che
hai esposto è comune a molti angoli del pianeta e
ricorrente nella storia dell'umanita: si è
cominciato negli anni 50 in paesi come spagna (hai
presente gli albergoni che deturpano la costa
brava?!) e Italia per arrivare adesso in Egitto (mar
rosso) e Capo Verde, a quanto dici. Purtroppo in
paesi del terzo mondo il
turismo è ormai una delle poke fonti di
sopravvivenza e i governi locali cercano di
sfruttarlo al max incuranti degli effetti sul lungo
periodo e dello scempio ambientale E anche alle
maldive ho visto che qualche danno l'hanno fatto,
ingrandendo ad esempio con sabbia riportata atolli
di modeste dimensioni per costruitci enormi resort
(senza contare l'effetto el nino).
Temo che non ci sia niente da fare! " 24.5.2004
"Scusa il disturbo, ma... tieniti forte, perché
questa ( "Arcipelago Gulag in Romania: ciò che
nessuna aveva mai raccontato") è una testimonianza
agghiacciante di un sacerdote perseguitato, e in che
maniera... Certo, per chi crede, Pasqua vuol dire
risurrezione... Veramente gran bella notizia! Ma
quanta sofferenza l'uomo è capace di causare ad
altri uomini! E che capacità di resistenza alla
sofferenza e dignità può avere l'uomo!Quanto tempo
dovrà passare - dice Bob Dilan - perché un uomo sia
veramente uomo? The answer, my friend, is blowing in
the wind... (Traduzione: la risposta è nel vento...)
Mi concedi una licenza poetica? Il vento è quello
dello Spirito che ha il potere di far muovere tutte
le cose! Buona Pasqua ancora! Questo articolo è
tratto da Espresso on line." Ciao Claurita
*****
"Credo, come dicevano gli antichi, che ogni uomo sia
“faber fortunae suae", e del resto da sempre, come
ammetti anche tu parlando della speculazione, ci sono
sempre stati servi e padroni, schiavi e
vincitori. Lasciamo quindi che le cose facciano il
loro corso. Quando la situazione precipiterà, semmai
dovesse succedere, vedrai che qualcuno si
sveglierà. E poi se ai Capoverdiani va bene così, non
vedo il motivo per cui dobbiamo ingerirci! Mi pare
che a Capo Verde viga la
democrazia, l’autodeterminazione, si vede quindi che a
loro va bene così. Non tutti sono nati per
comandare: come tra le persone, anche tra i popoli vi
è una predisposizione genetica. E non c’è di peggio
che volere trasformare una pecora in leone! Si
rischia di combinare più danni che altro!"
Alex*******
"Rispondo ad Alex per dire che non sono d’accordo
con lui: la sua mi sembra una posizione piuttosto
rigida e settaria. In pratica dice, arrangiatevi,
sono affari vostri. Certo, senza offesa, se tutti la
pensassero così, a nulla sarebbero servite le guerre
di liberazione, le rivoluzioni che si sono susseguite
nel corso dei secoli per dare o restituire dignità
al genere umano. Mi chiedo a cosa servono le grandi
comunità come la neo costituia Eurolandia. Seguendo
il ragionamento di Alex, noi,italiani, avremmo dovuto
restare fuori perché in quel momento, al momento
cioè della costituzione, rappresentavamo l’anello
debole della catena! Ma io mi sento cittadina del
mondo e non di una singola nazione, e non solo quando
questa posizione può farmi comodo! Bravo Andrea, sono
dalla tua, vai avanti." Cristina
La replica di Alex- Ma nessuno vuole escludere
qualcuno. Mi pare che CapoVerde faccia parte delle
Nazioni Unite da cui riceve anche sostanziosi
contributi: Qui si tratta solo di decidere quanto sia
lecita e opportuna una intrusione qualsiasi perché a
nostro giudizio le cose non vanno bene e comunque
potrebbero andare meglio. Intanto a quale titolo ci
ingeriamo. E poi,gli Enti o le associazioni deputate
a simili iniziative – penso al WWF o all’Unicef,ad
esempio – non mi pare che abbiano trovato alcunchè
da ridire:Verosimilmente,la apparente disfunzione
rientra in una contropartita,in una logica politico
economica per cui la cosiddetta invasione degli
stranieri o l’apertura degli aeroporti
internazionali sulle altre isole garantiscono uno
stato di “mantenimento”che altrimenti sarebbe di
difficile assicurare.Voglio dire che limitare queste
attività esterne potrebbe nuocere ai complessii
equilibri interni più della loro ammissione.Non
scordiamoci che il tasso di emigrazione è elevato a
Capoverde e questo fenomeno dovrebbe fare riflettere
sulla opportunità di creare occasioni di lavoro,sia
pure “strumentali,di terzo o quarto rango”.I
lavoratori,anche addetti ad umili mansioni – insegna
Marx – costituiscono una forza sociale di
rilievo,che, organizzata,può acquisire un peso
determinante nell’assetto delle società.Tutto
matura nell’ambito di una presa di coscienza del
proprio ruolo (anche il più piccolo bullone è
indispensabile in un sofisticato ingranaggio),Diamo
tempo al tempo,evitando pericolose
forzature:Bisognerebbe sentire il parere di un
economista.
*****
PUBBLICO QUESTO "STRANO" RACCONTO CHE MI E' STATO
INVIATO DA "Leocorno".OGNUNO LO INTERPRETI COME
VUOLE. !L’animale giglio non è, propriamente un
animale, ; anzi, mite, è anche blando ; l’animale
giglio non corre, anzi per l’esattezza, può
trascorrere anni nella più assoluta e minuziosa
immobilità ; l’animale giglio non si nutre di carne
di animali vivi e tuttavia si comporta come se li
avesse già mangiati ; egli ha, si dice, una sorta di
memoria del gusto, nella quale è collocata una
traccia di carne di animale ucciso e divorato :
mentre non avendo né bocca né denti, per via di
quella sua blandizie, l’animale giglio non potrebbe
assolutamente mangiare carne di esseri uccisi.
Malgrado queste sue caratteristiche, l’animale
giglio viene studiato e classificato come feroce,
veloce, carnivoro. Assicurano i tecnici che nessun
altro modo di descriverlo è adeguato, sebbene essi
riconoscano che l’animale giglio non mostra nessuno
dei comportamenti tipici dell’animale feroce,
veloce,e carnivoro.La verità è che tutti, sia gli
studiosi che indagano l’animale giglio nelle
taciturne diapositive, o per sentito dire, da
spaurite e golose chiacchiere da caffè, sia gli
indigeni, sanno che l’animale giglio va ucciso e
occorre ucciderlo perché, appunto, è blando,
statico, astinente. Tutte le sue qualità, che in
teoria potrebbero farne un animale domestico e
compagnevole, gli conferiscono una potenza terribile
perché insinuante, sebbene sia difficile dire in che
modo codesto animale si insinui. Insomma esso è
feroce non sebbene, ma perché blando, e chiunque
coltivi la sua blandizie ne morrà. Dunque, che
l’animale giglio sia paradossalmente feroce, pare
certo ; e dunque ne viene che bisogna ucciderlo. Ma
questo è difficile. Esso non pare avere cuore da
trafiggere, né capo da mozzare. Né sangue da
effondere. Chiunque abbia cercato di ucciderlo con
frecce, anche rese temibili con fuochi resinosi -
colpirlo è agevole perché, s’è detto, è immobile -
lo ha attraversato senza arrecargli alcun danno ;
avvicinarglisi per dar di forbici nel suo corpo - ma
che corpo è mai ? - E’ gran pericolo, giacché da
presso l’animale giglio può esercitare la sua
terribile blandizie. In realtà, un modo certo per
ucciderlo non si conosce in modo assoluto; ma gli
indigeni suggeriscono queste guise : lanciare frecce
prendendo la mira dalla parte opposta; reclutare
cento giovani che, a turno, sorridano, immoti,
all’animale giglio; infine, ed è il miglior metodo
accertato, ucciderlo in sogno, in questo modo: si
prende il sogno in cui è l’animale giglio, lo si
arrotola ed infine straccia, senza gesti d’ira; ma
l’animale giglio di rado si lascia sognare
*****
"Ti dico subito che potrei anche condividere il
tuo appello ma, prima di guardare in casa altrui
sarebbe meglio guardare nella propria.Tu parli di
speculazione,di edilizia selvaggia a Capo Verde e
proponi una mobilitazione per sensibilizzare le
autorità locali.Cosa facciamo? Ci mettiamo a fare un
bel girotondo, se Moretti ci sta (tra l’altro mi
pare che ultimamente si è anche defilato) !Cosa ti
aspetti che ne venga fuori ? Se non siamo stati
capaci di fermare l’abusivismo a casa nostra ! Anzi
sì,abbiamo sistemato tutto con una bella sanatoria.
Ecco, potremmo suggerire a quelli di Capoverde di
venire a scuola di governo in Italia,questa sì
sarebbe un’idea brillante.Vedi che in breve
diventerebbeo esperti di mafia,di falsi in
bilancio,di esportazione capitali all’estero,di
sanatorie,di condoni,di Cirami,di portaborse,di
bustarelle,e soprattutto capaci di prendere per il
c… la gente,facendosi magari votare o rieleggere.
Dici che sono pessimista ? Io direi realista.Mi
piace la frase di Oscar Wilde in testa alla pagina
“Sogna come se dovessi vivere per sempre ,etc”;
nessuno ce lo proibisce di sognare ma non si rischia
alla fine di non restare più con i piedi per terra ?
Mi auguro solo che la tua presa di posizione per
Capoverde non sia l’ammissione dell’impotenza a fare
qualcosa nel nostro Bel Paese". Con
simpatia Flavio
*****
Il Trentino ( parlo della Regione) è un'oasi di
libertà :Puoi vivere felice se ti piacciono le cose
che i nostri "votati" ( perchè
qualcuno li vota) politici scelgono per noi. Strade
pulite a dismisura....Segnali stradali indorati e
rotatorie perfetti
Vigili in divise superaccessoriate Rassegne di
balconi fioriti Sagre di polente Mostre di foto
ricordo
Rassegne di poesie di pensionati alla riscossa ( il
riferimento è casuale! ) il tutto in una amena
cornice di pretesa perfezione delle cose. E al
resto....? C'è un resto ??? Ogni tanto mi domando
cosa provano alcuni ?! Non ho ancora capito che
gusti hanno ! Credo comunque abbastanza diversi dai
miei .Se ne stanno qui come nel medioevo e forse
peggio.
Chiusi nelle loro pulitissime ed ordinatissime
dimore, immersi in vasche idromassaggio con radio
incorportate, escono dai confini ogni tanto per
località esotiche alla ricerca del diverso con la
pretesa di criticare ...al ritorno... la sporcizia o
il disordine trovato in qualche città dell'Italia
vera !!! Dove magari non hanno nemmeno alzato la
testa per leggere qualche
locandina che propone un pò di cultura o visitare
qualche monumento meno gettonato....!! Discutere
sull'Inno al Trentino è un grande passo perchè di
solito si parla di.... pompieri volontari o di
brevetti delle mele della val di NON...
Direi che i progressi ci sono...per Capo Verde con
questo andazzo se ne potrà parlare verso il 2017!
Quanto alla stampa locale....si rivolge alla
sensibilità del pubblico..e poicerti giornalisti
sono un pò str...! Insisti se ci credi e ne vale la
pena. Secondo me occorre tornare ai vecchi
ciclostilati e al volantinaggio....non costa un gran
che ! ( e poi tu non sei mica un pidocchioso !) Vai
avanti tu che puoi !!!!! .. Eliana.
*****
Radio portoghese: Come farsi amare a C.Verde...
Italiano stupra 14enne L'altro giorno ho sentito un
servizio sulla Radio Televisione Portoghese che mi
ha fatto pensare a lei, perchè parlava di Capo Verde
e dello scandalo scoppiato recentemente per via di
un italiano che avrebbe abusato
sessualmente di una ragazzina di 14 anni (mi sembra
dell'isola di Praia). Naturalmente sulle isole, a
quanto pare, non si parla di altro in questo periodo
e non è davvero una bella figura per noi italiani.
E' ovvio, non bisogna mai generalizzare, ma queste
cose mi mettono addosso molta rabbia nei confronti
dei miei concittadini. Un caro saluto! (G.S)
*****
LA TESTIMONIANZA DI BERTIL \7.9.04
A giugno di quest'anno anche io con la mia famiglia
sono stato a capo verde, la foto che vi mando è
stata scattata a mindelo davanti al monumento
all'acqua, le persone che vedete sono la mia
famiglia, mia moglie è capoverdiana, nel vivere un
mese tra sant'antao e sao vicente , a capo verde ,è
vero si notano cose che noi perbenisti non vorremmo
vedere, a sal sono rimasto di stucco nel vedere
tutti quei bambini chiedere la carità, poi mi dicono
che sal è stata divisa in due , espargo da un lato
lasciata alla sua povertà e santa maria con la sua
ricchezza dall'altro, mi si dice che il villaggio
turistico di santa maria è di un italiano., non so
se è vero.
ho notato comunque come sao vicente, sant'antao
e sal si stanno desertificando, a questo mi sembra
che non c'è rimedio, è vero si sta cementificando
tutto, non so di chi sia il mindelo hotel, però ho
notato molte case che si stanno costruendo con le
rimesse degli emigranti, perchè come i nostri 50
anni fa anche loro vogliono farsi una casa o forse è
sbagliato.
per me è stata una esperienza meravigliosa e per
alcuni versi anche romantica, vedere che il modo di
vivere semplice dei capoverdiani nel 2004 mi ha
ricordato quello di quando io ero ragazzo negli anni
60, ora forse siamo troppo civilizzati e
politicizzati e questo non è un bene.
contro la desertificazione non ci sono ambientalisti
che tengono, specie in un paese dove dall'acqua alla
farina bisogna importarla. un abbraccio. bertil
p.s. se volete foto di mindelo sal e sant'antao
basta chiederle.
(Grazie di cuore per avere scritto. Qualsiasi foto
tu voglia inviare sarà gradita.
Ti sarei anche grato se volessi inviarmi anche
qualche tua impressione riguardo a quanto
ho scritto a proposito della situazione di Sal e che
puoi trovare sul sito, cliccando qui sotto
http://caboverde.altervista.org/motiviappello.htm
Mi piacerebbe sapere se le mie impressioni possano
essere, almeno in parte, condivise.
Un caro saluto Andrea) (VAI ALLA PAGINA DI
BERTIL)
*****
I suggerimenti e le indicazioni di Roberto
Ho letto il suo articolo sull'isola di Sal. Sal
essendo l'unica isola dotata di aereop.int. ha
subito uno sviluppo turistico enorme rispetto alle
altre isole. Se lei avesse comprato un pacchetto
presso la TACV che prevedeva i voli interni avrebbe
potuto visitare anche le altre isole
dell'arcipelago. Ad esempio l'isola di Maio è un
isola completamente diversa da Sal.
Non c'è un forte vento, è molto più verde e
soprattutto incontaminata e poichè non verrà mai
realizzato un airport. internaz. rimarrà sempre una
perla nel mare.
Comunque a breve verrà collaudato e elevato a aerep
int. quello di Praia (sede del governo) e questo
ridurrà i tempi di volo per visitare le isole. Se
Lei vuole venire a visitare Maio e quindi anche
Santiago il volo da Milano è: Mi,Sal,Praia,un giorno
a Praia e la mattina volo per Maio lo può fare in
una settimana! Purtroppo tutti vanno a Sal e Sal
purtroppo non lascia bei ricordi e spiace sentire
parlare di Capo Verde in modo generico. Anche S.
Nicolao è stupenda e vale un viaggio ! Auguri e mi
scriva se va ancora a C.V. -10.9.04 - (Roberto)
Ho ricevuto la Sua mail.
Se decidesse di andare a Maio me lo faccia sapere
vedro' di organizzarle un soggiorno o.k..Il giorno
che dovrà lasciare l'isola forse avra' quel nodo in
gola che ti fa capire che ti sei innamorato di un
posto.Personalmente ho venduto la mia villa in
Sardegna( troppo caos per i miei gusti) e sto
comprando una villetta a Maio ( con grande beneficio
per le mie tasche e il mio sistema nervoso); certo
io amo la pesca e la subacquea,ma le assicuro che la
varietà del paesaggio di Maio unito alla
tranquillità dell'isola ( c'è solo un ristorantino
gestito da un ragazzo simpaticissimo) su di me hanno
avuto un effetto innamoramento....già la
tranquillità! -13.9.04
un saluto Roberto
*****
RICEVO E PUBBLICO LA BELLA LETTERA DI FABRIZIO DI
RITORNO DA CAPO VERDE
ci siamo conosciuti via email qualche mese fa. sono
da poco tornato da capo verde e mi paicerebbe
condividere con te questo scritto
fabrizio
Capo Verde - Africa: 16 giugno - 15 settembre 2004
Un mare che si perde all'orizzonte, questo è
l'oceano a SANTIAGO. Acqua tutt'intorno. È un luogo
senza eguali, la vegetazione è rada, il cielo non è
solcato da nessun volatile, ne rondini ne gabbiani e
poche navi nel porto,
giusto quelle che portano i rifornimenti
all'arcipelago. Su quest'isola ci si potrebbe
perdere. Lontani da ogni continente, dalle coste del
Senegal
proviene solo una eco dell'Africa, dall'America
Latina il suono di un
miraggio. dall'Europa. un ingombrante cordone
ombelicale.
Tutto questo per 12 piccole isole in pieno Oceano
Atlantico. Eppure la gente vuole vivere, vivere
bene, vivere meglio. Dai quartieri informali della
capitale a quelli benestanti si riesce a percepire
il clima di chi non si vuole arrendere.
Tutti persi in uno sguardo all'oceano, oltre
l'orizzonte, nell'attesa di un "buon veliero".
Quelli che nel passato ormeggiavano a centinaia
prima di tentare la traversata oceanica.
Così si consuma un rapporto iniziato 5 secoli fa tra
chi dimora qui e gli stranieri, di passaggio, sempre
di passaggio!
Tanti su quei velieri ci sono saliti, senza far
ritorno, tanto che qualcuno oggi conta più
capoverdiani nel mondo che in queste isole.
Eppure, a questa terra sperduta nell'oceano,
difficile, arsa dal sole e solcata dai venti
africani continuano a pensare con sguardo nostalgico
tutti quelli che l'hanno nel cuore. Tanto da
ritornare prima o poi su queste coste. A volte anche
dopo decenni di permanenza in "terre straniere".
Come ogni favola inizia con un "c'era una volta."
anche in questa "avventura" potremmo iniziare in
questo modo.
C'era una volta un sogno che aveva bisogno di
sognatori.
.c'era una volta un sognatore che aveva bisogno di
una terra per sognare.
Tanti sono i motivi per cui si parte per una
esperienza del genere. Dentro c'è una vocina che ti
spinge a partire. Hai tutto ma non ti basta, senti
la voce di un continente che pronuncia il tuo nome.
Dopo 7 mesi di preparazione nella città di Venezia
per essere pronto ad affrontare le situazioni più
varie di povertà che si possono incontrare nei Paesi
in Via di Sviluppo (la buona volontà da sola non
basta!) è arrivata la partenza. Nulla di facile,
nulla di scontato. Partire per una metà sconosciuta
per provare a dare una risposta a numerose domande.
Pensavo la più importante di queste fosse: "Perché
esiste la poverta? Quali sono le
cause?" ma. Così il 16 giugno sono atterrato a 5000
km da casa in una terra sconosciuta.
Clima torrido.senza conoscere nessuno. Bagaglio
leggero. solo "l'essenziale"! Quello che è
invisibile agli occhi. Quello che basta per sognare.
Un sogno che si è tramutato nelle difficili
condizioni ambientali che ho trovato. L'obiettivo
che era (ed è) davanti è impegnativo. Riuscire a
migliorare le condizioni sociali in uno dei
quartieri clandestini più
popolosi di Praia, la capitale di questo arcipelago
noto soprattutto per il mare fantastico e le spiagge
infinite ma..
In poche ore sono passato dalla mia terra sempre
ospitale ad.un Africa che non è Africa, in una città
che non è una città!
Eugenio Lima è stato il quartiere dove abbiamo
(eravamo in 5) lavorato per 3 mesi. 7000 anime, un
quartiere dove la povertà vista con gli occhi di un
bianco occidentale non po' essere facilmente
descritta. Condizioni di vita difficili, per tanti
inimmaginabili. Scene che ho dovuto vedere (con
protagonisti soprattutto bambini ed anziani le due
categorie più deboli!) tante volte descritte nei
libri degli ultimi mesi ma. adesso davanti a me
c'erano volti non statistiche: Filismina, Militina,
Joao, Margarita, Luis, Filisberto.
Camminare per un quartiere clandestino (clandestino
poi perché e per chi è tutta una storia da
decifrare!) non è cosa di tutti i giorni eppure è
stato il mio "pane quotidiano" per tre mesi!
I viaggiatori del mondo raccontano sempre i volti
allegri delle terre più desolate, stavolta vi porto
nel mondo delle favole tristi dove la mattina si
deve litigare per la fila al fontanario pubblico,
unico sistema di approvvigionamento di acqua per
questi abitanti che non hanno scelto direttamente la
loro condizione di vita.
C'è sempre una realtà misteriosa nelle culture degli
altri che a noi sfugge. Sarà perché siamo vissuti
all'interno di una mono-cultura, un pacco
pre-confezionato, senza avere grandi possibilità di
confronto con il diverso. Codici culturali e
religiosi diversi dai nostri. Eppure il pensiero che
la ricchezza che dalla diversità può nascere
all'interno di un progetto di convivialità non mi ha
mai abbandonato.
La povertà non è una vergogna è semplicemente
un'ingiustizia. È una ingiustizia perché al mondo
c'è "ricchezza" per tutti ma la maggiore parte, in
mano a pochi, è il frutto dei torti, storici,
sociali, economici, fatti a chi oggi non ha la
sicurezza del futuro. La povertà non è de-privazione
materiale. La povertà è insicurezza nel vivere, è
vulnerabilità alle
incertezze della vita, è "non abilità" a reagire
alle difficoltà. Un pane quotidiano, da mandare giù,
all'inizio indigesto.
Credere alle voci di ragazze "violentate" in
abitazioni troppo piccole per contenere tanta
diversità. Immagini sempre stampate di bambini che
giocano con palloni improvvisati a piedi nudi sulla
terra ardente di questo sole d'Africa, tra le
immondizie, i liquami umani e di origine animale non
è un. "dono" di tutti i giorni. Passare ore della
giornata in mezzo ai rifiuti, alla spazzatura mentre
potevo essere in vacanza. in certi momenti chiudev o
gli occhi e mi immaginavo altrove. Forse dietro una
scrivania o su una spiaggia ma.
Il pane quotidiano è stato anche.
.il centro sociale comunitario di Monte Pensamento è
un luogo di aggregazione ma principalmente è lo
strumento col il quale poter dare una speranza agli
abitanti di quel quartiere. Mi sono trovato per
alcuni giorni a seguire le loro attività. È stato
straordinario poter vedere i corsi di formazione
organizzati per le giovani donne madri sulla
conduzione della casa e sull'alimentazione dei
neonati. Ho incontrato un vecchio medico che
spiegava alle giovani i tempi dell'allattamento
obbligatorio per una corretta crescita dei bambini.
Ma anche questa che è una conquista dell'umanità,
scontata per noi, è una lotta quotidiana in un'area
dove ci sono aziende (denunciate della
Organizzazione Mondiale della Sanità) che
distribuiscono e commercializzano latte in polvere
senza vergogna con la protezione del "libero
mercato"! Forse il concetto di "libero mercato"
andrebbe rivisto. E allora le domande nascevano
spontanee: "Dov'è la libertà quando tantissimi
neonati vengono debilitati dalla diarrea perché
nutriti con latte in polvere diluito con acqua
sempre inquinata e per di più senza il sostegno di
anticorpi e nutrienti che il latte materno potrebbe
dar loro?"
.e l'allegria di quella terra si traduce nel canto
delle donne che, con il ritmo del Batuk, tipica
danza locale, trasmettono messaggi di speranza. Ma
Capo Verde non è solo allegria. 12 isole in un
angolo dell'Atlantico ma dove di verde non c'è
niente! In tanti mesi ci ha fatto compagnia Joao.
Una persona sempre sorridente, è stato sempre bello
incontrarlo per il quartiere.
Un giorno siamo stati a casa sua perchè avevamo
bisogno da lui di alcune risposte ed invece. è stato
lui che ad un certo punto poneva le domande.
Joao è un muratore che vive in Achada Eugenio Lima
con la moglie e i 7 figli. Come tutti ha alle spalle
una storia di immigrazione in questa città, Praia,
la capitale. Dall'entroterra dell'isola di Santiago
per.la speranza di un futuro migliore, per se, per
la sua famiglia, per i suoi figli. Da lontano le
luci della città fanno sognare e immaginare una
situazione migliore di vita. Prima ci ha invitato a
bere una birra al bar, che, con il gran caldo, non
si poteva certo rifiutare, poi siamo entrati nella
sua dimora dove abbiamo conosciuto parte della sua
famiglia e della sua storia.
Lui è un clandestino. Qui a Praia essere clandestini
significa aver costruito abusivamente la propria
casa in uno stato, quello di Capo Verde, che prevede
nella sua costituzione il diritto ad una dimora
dignitosa per tutti i capoverdiani (ma il suono di
quell'articolo è come quello di un'altra
costituzione che dice che l'Italia è un paese
fondato sul
lavoro.ugualmente.una mezza verità !)
Ci illustra la sua storia di clandestino. La casa è
quella classica di tutto il circondario. Mattoni di
cemento, un po' di ferro, vari materiali di fortuna
ma. essere clandestini ti regala un destino
particolare. Costruire in clandestinità significa
doverlo fare di notte, quando ci si vede poco e i
lavori non possono essere fatti a « regola d'arte ».
I ferri delle travi sono scoperti e dalle mura
trasuda terra per la scarsa qualità dell'impasto.
Joao ci tiene a dirlo : « Io sono pedreiro,
muratore, conosco il mestiere, lavoro nelle
costruzioni da anni, so come si fa un impasto e come
andrebbe costruita una casa ma. non ho
l'autorizzazione comunale per farla e
uindi. » La storia si complica. .dopo due mesi
passati tra scartoffie, negli uffici, Joao ci pone
l'ennesimo punto di vista, duro. Molto duro. « Ho 43
anni, qui a Capo Verde la vita non dura come nei
vostri paesi occidentali, povertà è essere
vulnerabili al destino.sono un padre di famiglia,
come ogni padre del mondo vorrei lasciare qualcosa
ai miei figli perchè loro possano partire anche solo
un passettino più avanti di me. Il desiderio almeno
di lasciare una casa solida ma questa.conosco il mio
mestiere..è destinata a cadere. Sto investendo su un
lotto poco distante da qui ma il comune più volte mi
ha multato e sono oramai 12 anni che questa storia
va avanti. Ho investito circa 1000 euro in quel
terreno (una cifra pazzesca a Capo Verde per gran
parte della popolazione) ma.non mi danno il permesso
e qui a Capo Verde non si ha neanche il tempo di
darsi alla disperazione. »
Conosco il lotto di Joao, come oramai ogni
centimetro del quartiere e quasi ogni suo segreto.
Joao sa il suo mestiere ma quello che non sa è
quello che qualcun altro gli dovrebbe dire.
Purtroppo il Piano Regolatore Municipale prevede, da
circa 15 anni, che sul suo lotto passi una strada e
quindi non è possibile costruire. Chissà se quella
strada verrà mai fatta . intanto Joao continua a
vivere tra 4 mura degne, ma cadenti. La sua, una
storia tra tante, ma in tutte le famiglie che ho
avuto la fortuna di visitare ho sempre trovato tanti
volti espressivi ogni volta aperti. Capita anche
vedere qualcuno mettersi a piangere davanti a te
cercando di velare le lacrime con le mani
perchè...la vita è difficile... e allora l'impotenza
di fronte ai problemi del mondo diventa un macigno
difficile da sopportare a meno che...
Camminare nei quartieri clandestini, informali,
spontanei, di Praia è una bellissima esperienza.
Respirare la puzza della povertà.la puzza
dell'Africa. Ho mangiato polvere dalla mattina alla
sera, quella del deserto e quella della terra di
questa isola che oramai è secca all'inverosimile. La
sera molto spesso si cadeva nel letto in preda alla
stanchezza. 3 mesi in un isola tropicale e se dico
che sono stato solo poche volte a mare non sono
sicuro di essere creduto.
Certo nulla ripaga l'ebbrezza di salire nel nostro
quartiere (così battezzato per la familiarità che si
è creata da subito con la comunità
locale) alle 14 del pomeriggio, sole alto che ti
ammazza e sembra dirti: "Uhe! Guagglio! Mo' te
faccio vedere io se è questa l'ora di uscire per
strada" e si mette a picchiare in testa a più non
posso.
.forse sono partito proprio per questo. Oramai
rimaniamo rintanati nelle nostre presunte sicurezze
quotidiane, non rischiamo più, non abbiamo nulla per
cui valga la pena lottare, tutti sono sempre gli
stessi e . c'è poca fantasia in giro, quella che ti
fa credere che il bello deve essere qualcosa ancora
da scoprire e ti fa lavorare per raggiungerlo. Poi
semmai sono solo un sognatore con un sogno tanto
grande che tutto il mondo non riesce a contenere,
per questo ho bisogno di girarlo "tutto il mondo".
Beh, piccolo come sogno!
Senza una propria terra, forse senza persone vicino,
forse in solitario, forse senza futuro, forse senza
tante altre cose che ho sempre immaginato essere le
sicurezze della vita ma. .un orizzonte ben chiaro:
partire per dare una mano, per cambiare le cose, per
dire "Io non ci sto!" Partire perchè la fantasia non
mi dice altro.
Perché pensi di aver ricevuto così tanti doni dalla
vita che non riesci a tenerli solo per te stesso.
Partire, come fanno in molti, mettendo in
discussione, prima di ogni cosa, se stessi. Mesi fa
ero in un piccolo angolo della laguna veneta,
eravamo in 26, tutti
pronti per la partenza in direzione dei 4 angoli
della Terra. Ognuno proveniente da mondi diversi,
ognuno con motivazioni differenti. Quella sera di
primavera c'erano tanti sorrisi ma anche tanta
tensione. per quello che ci apprestavamo a fare. Un
amico quella sera mi ha regalato i versi di una
canzone:
"Un giorno, guidati da stelle sicure ci ritroveremo
in qualche angolo di mondo lontano, nei bassifondi,
tra i musicisti e gli sbandati o sui sentieri dove
corrono le fate."
Da allora non ci siamo più rivisti. forse un giorno
ci rincontreremo. e avremo molto da condividere!
Abbiamo una grande occasione per reinventarci il
futuro, il nostro futuro, e non rifare il cammino
che ci ha portato all'oggi e potrebbe domani
portarci al nulla.
Siamo partiti con uno zaino leggero da Venezia,
ognuno con in mano un biglietto aereo...
...senza data di ritorno, per quello che ad aggi è
solo il nostro sogno.
Partire come "cooperanti in prova", quegli esperti
internazionali in cooperazione allo sviluppo quali
non siamo e forse non saremo...
...ma questo non è un mestiere... ...è una
missione... ...che spero abbia radici profonde.
Capo Verde è stata colonia portoghese fino al 1975
ma, credo, il colonialismo esiste ancora. Solo ha
cambiato nome. In un angolo di Africa si riesce a
vedere con chiarezza perché un continente è da tanto
in via di sviluppo (non da sempre). Perché è sempre
in guerra. perché ha tanta fame.perché esistono le
malattie. perché è tanto povero. Tutto si
schiarisce. Dall'Europa, dall'Italia, da Eboli, da
casa mia non è facile comprendere certe cose.
Andare su una spiaggia tropicale e sentirsi "uomo di
colore", il primo impatto non è divertente e me ne
ricorderò a lungo. Poi passano i giorni e la società
creola di Capo Verde sembra l'ombelico del mondo:
uomini di ogni tribù, popolo e nazione della Terra:
FANTASTICO! Alla faccia di chi su questa Terra vuole
chiuderle le frontiere, agli immigrati, agli
esiliati, ai "poveri cristi" di tutto il mondo, qui
ho trovato la convivialità delle differenze!
Ricordo che a Praia alle 12:00 del 23 luglio 2004 ha
iniziato a piovere!
Un evento straordinario. Per pochi minuti
piccolissime gocce di pioggia hanno bagnato il
suolo. Iniziava ufficialmente il periodo delle
piogge. Che sensazione strana, aspettavamo anche noi
questo giorno da un po', ma non riusciremo mai a
comprenderlo fino in fondo. La pioggia nel deserto!
Per strada, nel parco giochi vicino casa, tantissimi
bambini festeggiano e urlano per la gioia. Tutti
sembrano essere contenti eppure... quando siamo
tornati nel quartiere di Eugenio Lima, tutto fatto
di terra, secco, pieno di polvere abbiamo trovato un
mare di fango che invadeva case ed abitanti.
Qual è la logica del mondo mi chiedevo nel
continente africano: L'amore per chi pensa
umanamente è un affare in perdità. Tutto da perdere
e nulla da guadagnare. Se dai fiducia cosa ne
ricaverai se poi ti "menano la sola"?
Nulla! E allora frega il prossimo tuo come il
prossimo tuo frega te! Ma è questa felicità?
....vedo da lontano le risposte...vedo da lontano
che c'è una sola risposta...dare a piene mani tutto
l'amore che hai dentro, in ogni luogo, in ogni
situazione, non perdere mai di vista l'unica forza
che può che può realizzare il progetto di salvezza
dell'Uomo di Nazareth. 3 mesi dopo la partenza mi
ritrovo con una infinità di interrogativi sulle
spalle. Certo pesanti, intanto il lavoro da svolgere
non è terminato e sapere che da questo lavoro può
dipendere il miglioramento delle condizioni di vita
di migliaia di persone mi carica di responsabilità.
Davanti a certe situazioni di povertà e sofferenza
gli interrogativi lasciano il tempo che trovano.
Poche soluzioni da mettere in campo, una tra queste
rimboccarsi le maniche e partire!
In una pagina di un vecchio libro ho scoperto il
segreto della vita:
"Forestiero dove vai?" rispose - "A cercare Dio!"
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LA TESTIMONIANZA DI
ENRICO G. 2.5.05 |
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stavo leggendo l'articolo sul sito:
e ne sono rimasto colpito....
Sono stato a Capo verde 2 volte
l'anno scorso.... prutroppo solamente a Sal...
Non aggiungo commenti riguardo la
'saudade' che si prova rivedendo o sentendo ancora parlare di
Cabo, e la tristezza nella consapevolezza di ciò che sta
accadendo....
Mi consolo solo con il fatto che mi
sono sempre rifiutato di andare in villaggi 'all inclusive' come
D*****l e via dicendo... senza voler in alcun modo criticare le
suddette strutture, soltanto che personalmente ho vissuto il mio
mese a CV con dei capoverdiani, ho parlato con loro, ho diviso con
loro la mia acqua, hanno tentato di insegnarmi a ballare qualcosa
(è praticamente una battaglia persa :-))) ), Loro erano Di Sal,
Mindelo, Ecc.. ecc...
La cosa che mi ha colpito di più è
il fatto dell'informatizzazione per CV, personalmente, penso che
(se mi perdoni il gioco di parole, essendo una mia opinione è del
tutto opinabile :-))) ) sia un'idea veramente lodevole, e vorrei
se
possibile, fare qualcosina anche io.
A dirti il vero avevo tentato anche
io di parlare con gli italiani del posto riguardo questa idea, ma
tutto era rimasto sul vago.
Comunque, in breve ti faccio i
complimenti per la schiettezza, per le notizie, e:
se ti dovesse servire un aiuto per
quei corsi (ovviamente gratis), e se ti dovesse servire un piccolo
aiuto, puoi contattarmi...
Ti descrivo brevemente qualcosa di
me sul campo tecnico:
Ho una Laurea in Informatica,
lavoro presso una società di consulenza da 5 anni e lavoro da 5
anni sempre in prima linea (nel senso che spesso mi trovo ad
operare su ambienti di produzione, ecc... ridefinizione 'on fly'
dei percorsi di flusso architetturali, sviluppo codice in una
dozzina di linguaggi, e sono per completare un Linux System
Administrator. In due parole, in campo tecnico la mia figura è di
Solution Architect...).
Conosco a fondo amministrazione di
sistemi soprattutto Linux,
una dozzina di linguaggi di
programmazione (Java-J2EE, PL/SQL, PHP, HTML, JavaScript, ecc...),
buone conoscenze relative alla
sicurezza informatica,
Più che buone conoscenze di
sviluppo/aministrazione su DataBase (Oracle, MySql, ecc...)
ho già fatto da tutor o mentor...e
per le lingue....Parlo abbastanza bene inglese,
un pò di Portoghese ed un pò di
spagnolo...e solo qualche parola di creolo....
Ti ripeto, se l'idea dovesse andare
in porto e volessi due braccia in più... fammelo sapere....
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la risposta
(3.5.05) |
Caro Enrico,
ho letto veramente con piacere
la tua lettera. Anche quest'anno sono stato a Capo Verde e come
potrai leggere sul resoconto parziale del viaggio
le cose sulle altre isole
vanno diversamente: Meglio! Ho deciso di fermarmi in via quasi
definitiva su quelle isole. Il clima, il carattere delle
persone,mite, affabile,i prezzi non ancora europeizzati,come a
Sal, il tenore di vita ancora semplice, mi hanno indotto al grande
passo.
Non ho avuto molto tempo
quindi per verificare le possibilità che ci sono nel ramo
dell'informatica ; i pochi italiani che ho avuto modo di
contattare a Mindelo non hanno saputo darmi delle indicazioni sul
punto, dediti come sono ai tradizionali "businesses"; io ritengo
comunque che ci siano degli spazi operativi notevoli. Tra l'altro,
proprio a Mindelo, stanno aprendo quella che dovrebbe essere la
prima Università dell'arcipelago e lì sono alla ricerca di
professionalità, ovviamente di importazione, che dovrebbe
occuparsi dell'istruzione; il tasso di scolarizzazione, come
saprai, è molto alto sino alle superiori. Poi bisogna andare
all'estero se si vogliono frequentare corsi universitari. Ti dico
subito che le retribuzioni non sono elevate, in quanto sono
rapportate al tenore di vita locale. Un ingegnere capo, impiego
pubblico, guadagna intorno ai 700/800 euro mentre in Italia si va
sopra i 3500 euro mensili!
Comunque,a mio parere, c'è
sicuramente spazio per operare nell'ambito dell'informatizzazione:
Il primo passo da fare è, secondo me, quello di recarsi al
Consolato italiano che si trova a Praia,nell'isola di
Santiago,capitale dell'arcipelago per attingere notizie sicure e,
poi, decidere il da farsi. Credo che tornerò a C.V. verso fine
anno, sperando che non vi siano contrattempi.
Un abbraccio e a risentirci
presto
Andrea
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da enrico g.
(3.5.05) |
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ti ringrazio per la tua risposta (mi permetto di darti del 'tu',
spero non te la prenda a male, ma mi piace pensare che al mondo si
possa cercare di essere amici di tutti, e gli amici si danno del
'tu'...), ed appena ho terminato di risponderti, invio un'email a
tuo figlio, così comunque scambiamo 2 chiacchiere tra 'tecnici'
:-))))))))))))))))), ed in ogni caso facciamo una chiacchierata...
Personalmente, ho una mia modestissima opinione al riguardo
dell'informatizzazione di CV:
so per certo che ci sono, ad esempio, dei frati
cappuccini che si occupano di aiutare la popolazione capo
verdiana, di sicuro sono sia a Fogo che a Sal (capisco che si
possono avere tutte le idee del caso su frati, sacerdoti, clero,
ecc... comunque quello che di fatto avviene è che qualcuno lo
aiutano, ed in ogni caso 'generalizzare' è una tra le parole che
fa più rima con 'sbagliare').
Inoltre, penso che, per quanto possa sembrare assurdo, l'idea
debba avere una prima bozza di realizzazione proprio in quella che
a Cabo è la meno 'Capoverdiana' delle isole: SAL.
Questo, e ripeto è solo una mia opinione, perchè lì è dove ci sono
i primi interessati (ed in qualche modo possibili sponsor) per
questa idea è proprio SAL, proprio per via di quelle
industrializzazioni, per via di quelle che sono le esigenze
puntuali, ecc... La popolazione accoglierà questa cosa così coma
ha accolto qualsiasi novità finora.
Io non so se sia possibile fare una cosa del genere, io la butto
lì, ma penso che prima di diventare 'programmatica' la cosa
(quindi venire dal governo così dal nulla senza alcun esempio)
debba avere un qualche inizio 'aperto a tutti' (io preferirei che
fosse SEMPRE E COMUNQUE aperta a tutti).
Ovvero, iniziare con dei corsi aperti a chiunque voglia
partecipare, per far ciò credo che le risorse richieste non siano
eccessive: una lavagna, qualche dispensa arrivata via email ad
esempio ed un paio di PC, anche vecchi, per far fare a turno
(magari in gruppo) un pò di pratica.
Inoltre, per una cosa simile, sarebbe sufficiente anche una
persona non 'specialista' nel campo, solo che deve conoscere
almeno il portoghese per farsi capire e capire lui stesso, poi se
parla Creolo è meglio (un esempio che mi viene è Andrea del Tam
Tam, solo che credo che Andrea stia pianificando un ritorno a Casa
dopo quasi 8 anni passati a Sal, almeno così mi diceva a Luglio
scorso).
Esempio banale (così magari non rimaniamo molto astratti):
insegnare come funziona a grandi linee Internet quando scrivono
per esempio www.google.com,
insegnare a fare delle pagine Web semplicissime, a registrare un
dominio, e poi, il resto viene da se.
L'idea che io ho da tanto tempo, ma questo richiederebbe una
discussione un pò lunga, è quello di creare una rete Wi-Fi per
tutto l'arcipelago, credo che nessuno lo abbia mai proposto... ma
è più che fattibile.
Questo comporterebbe che moltissimi paesi africani potrebbero
decidere di utilizzare questa rete per arrivare a siti europei o
negli USA, senza passare come funziona adesso per dei provider
negli States e poi ritornare indietro, pagando molto di più ==>
avrebbero un rientro della spesa quasi immediato e apparati che
per 20 anni non richiederebbero altro che semplicissima
manutenzione ordinaria di poco costo.
L'Africa si sta muovendo al riguardo e c'è una nave Portoghese che
sta immergendo nel mare un unico cavo di fibre ottiche dal Sun
Africa a salire sù, proprio per questo motivo, inoltre società
come IBM hanno già siglato degli accordi con società portoghesi
per il discorso 'connettività a Cabo Verde e non solo...'.
Comunque, sono soltanto mie modestissime opinioni....
Stammi bene, adesso scrivo a tuo figlio, sei libero di scrivermi
quando vuoi, e mi raccomando, non mollare...
Ciao
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